Cibarte – la nuova rubrica

Apriamo Dicembre con una sorpresa, una nuova rubrica che la mia cara amica di vecchia data – Serena Chiarion – mi ha proposto qualche mese fa, da oggi e tutti i mercoledì delle prossime settimane ci terrà compagnia con questo progetto davvero carino e interessante, lascio spiegare a lei di cosa si tratta perché ha fatto un’introduzione molto chiara. Ma prima vorrei che leggeste chi è Serena :):

Serena ChiarionSono Serena, ho 34 anni, un marito e due bambini, Pietro e Mattia. La mia vita è’ fare la mamma, ma vivo anche di libri e arte. Ho una laurea magistrale in lettere con specializzazione in Storia e critica delle Arti e da sempre coltivo una grande passione per la scrittura, collaborando con quotidiani on line e blog.

Amo leggere fino a tarda notte, visitare città e musei, scoprire le origini delle opere d’arte, i simboli in esse contenuti. Ma ho anche una passione viscerale per il genere horror: film, telefilm, libri.

Vorrei vivere, come tutti, delle mie passioni e di ciò che ho studiato. Il mio sogno di bambina e’ quello che inseguo anche oggi: diventare bibliotecaria o avere una libreria tutta mia. Molti le considerano aspirazioni banali, ma io amo la semplicità delle cose!

Quando studiavo Storia dell’Arte e mi trovavo davanti ad una “Natura morta“, uno di quei quadri cupi e scoloriti rappresentanti cesti di frutta, bottiglie di vino e alimenti vari, pensavo sempre che fossero tristi, banali, privi di significato. Vedevo, nella rappresentazione del cibo, un mero esercizio di pittura, di una noia imbarazzante.

Con occhio più attento e nel corso degli anni, di altri studi più approfonditi, mi accorsi, però, di come il cibo fosse sempre stato un elemento importante nel mondo artistico, come elemento centrale o marginale o simbolico o complementare.

 

Questa rubrica nasce per indagare curiosamente sul ruolo del cibo nelle opere d’arte, più o meno celebri, per capire come un elemento base della nostra vita possa essere parte di qualcosa di più grande, raro, unico.

Ovviamente il primo pensiero andrà alle sopracitate “nature morte”, ma curioserò soprattutto altrove, facendovi scoprire come un cesto di frutta sia indispensabile a rendere unico un quadro, a come una mela possa costituire parte di un viso, a quanto il cibo fosse fondamentale all’interno di molti episodi celeberrimi della storia.

 

Ogni settimana analizzerò con voi un opera in cui il cibo costituisce uno dei protagonisti e spero che possiate condividere con me questa nuova angolazione di osservazione.

 

Questo piccolo angolo non vuole essere per esperti, non ho nessuna presunzione di questo tipo. Voglio solo cercare, scoprire, conoscere un aspetto curioso e sottovalutato della Storia dell’Arte, osservando da spettatrice appassionata l’immagine che mi trovo davanti.

 

Devo ammettere, e Alessandra lo sa, che tanto amo l’Arte e la Storia dell’arte, quanto poco mi appartiene il mondo culinario! Non sia mai che l’Arcimboldo o Modigliani o Caravaggio riescano a compiere il miracolo di farmi amare il cibo e la cucina quanto amo le loro opere!

 

 

 

 

 

Serena Chiarion

 

Comments

  1. Giannina dice

    Curiosa attendo mercoledì! Brave entrambe….

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