Ferrero a porte aperte con #Missionemerenda

ferrero 041Finalmente riesco a trovare un pò di tempo per raccontarvi una storia speciale, speciale per me che l’ho vissuta in prima persona con altre mamme blogger e l’operazione #missionemerenda con merendine italiane.

La settimana scorsa la Ferrero di Balvano ci ha aperto le sue porte, per la prima volta nella storia, e per mostrarci tutto il processo di produzione delle Kinder brioss.

Quando mi hanno chiesto di partecipare ero un pò titubante e ci ho messo un pò a decidermi, perché lo sapete con 4 figli e mille impegni non è facile, ma l’idea di visitare la Ferrero, sopratutto proprio lo stabilimento di Balvano, dove producono esclusivamente prodotti da forno e lievitati. Come potevo mancare e perdermi questa opportunità?

Si opportunità perché per me che sono patita di lievitati sarebbe stata un’esperienza unica e irripetibile, non avete idea di quante volte mi sono chiesta “chissà come fanno le Kinder Brioss?“, e quindi è stata anche un occasione istruttiva in cui ho arricchito il mio bagaglio di informazione sui lievitati.

Opportunità perché ho avuto il piacere di conoscere Flavia, Federica, Cecilia, Laura, Anna, Simona, Diletta, Barbara tutte ragazze squisite e che conoscevo on line ma che finalmente ho conosciuto di persona e con cui ho condiviso un magnifico “viaggio”.

 

le persone

 

Opportunità perché per un pò ho potuto rilassarmi senza sentire in continuazione la parola “Mamma, mamma, mamma” e credetemi ogni tanto ci vuole.

 

ferrero 075

 

Martedì mattina, 15 ottobre 2013, sono partita da casa alle 9, dopo tre ore di riorganizzazione familiare, per raggiungere la stazione dei treni ed arrivare a destinazione dopo 12 ore. L’albergo in cui avremmo cenato e passato la notte era bellissimo e rilassante, ed io ero letteralmente distrutta ma arricchita da un bellissimo viaggio in compagnia delle succitate mamme blogger, in cui dibattiti e racconti di Home schooling e di vita ordinaria e straordinaria si sono susseguiti imperterriti. Il mattino dopo si parte per un’emozionante gita, io mi sentivo come se dovessi fare la gita delle scuole medie, e non vedevo l’ora di arrivare.

 

ferrero 078

 

Quando arriviamo nello stabilimento ci hanno accolte come se fossimo delle mamme importanti, forse perché lo siamo o almeno per la Ferrero lo siamo, siamo quelle mamme che tanto apprezzano nelle loro pubblicità, quelle a cui si rivolgono, cresciute a suon di merendine e bim bum bam :D. Giunte nella sala conferenze, abbiamo trovato tutte le merendine esposte, comprese le varie farciture appena preparate, cosa che nemmeno i dipendenti stessi avevano mai assaggiato e lì abbiamo fatto conoscenza con i dirigenti che ci hanno raccontato la storia della Ferrero (che già conoscete) e la nascità di quello specifico stabilimento.

In quel momento l’atmosfera gioiosa è diventata silenziosa, non sapevo che durante il terremoto dell’Irpinia in quel paese erano morti molti bambini che si trovavano in chiesa, e Ferrero aveva deciso di stare vicino a quelle famiglie aprendo proprio uno stabilimento.

In quel momento un nodo in gola ed una preghierina, dentro di me, per quei bambini e per quelle famiglie.

E poi il signor Vito, un esperto panificatore, appassionato del suo lavoro, che ci ha guidati ed ha risposto a tutte le nostre bizzarre domande (sopratutto le mie e credetemi sono stata davvero rompiscatole e cattiva, per me e per voi) accompagnandoci fino ad assaggiare lei, la Kinder brioss appena sfornata e farcita.

Ho toccato con mano gli ‘impasti (biga e impasto), li ho annusati ed ho visto, ma sopratutto dato delle risposte alle mie curiosità.

Non sto qui a parlarvi di numeri o a dirvi quando sia importante la Ferrero in Italia e nel mondo (questo già lo sapete), vi dico solo che è un marchio che, nella sua vasta gamma utilizzavo, e che continuerò ad utilizzare.

Lunghi tempi di lievitazione, e sei ore per un processo industriale, quasi artigianale, non sono pochi. Quasi artigianale perché viene fatto artigianalmente con macchinari industriali che sostituiscono quelli artigianali per ovvi motivi logistici e di produzione. Insomma era come fare le merendine a casa, nello stesso modo, con gli stessi tempi e oserei dire con il rispetto dei tempi, senza conservanti o additivi.

Ricerca accurata delle materie prime, la Ferrero usa solo prodotti di prima qualità, a partire dalle farine che vengono controllate da un tecnico che ne misura le qualità chimico-fisiche, e questo controllo è quello che poi ci garantisce un prodotto sempre buono. La trasparenza è stata una cosa che ho molto apprezzato, i tecnici ci hanno anche detto il marchio delle farine e delle uova che utilizzano, e alla mia domanda “come mai usate uova pastorizzate, che tra l’altro costano di più?” la loro risposta è stata “per motivi igienico sanitari e per garantirvi un prodotto praticamente sicuro”.

Penso che tutti vi starete chiedendo ma come è possibile che non vi siano additivi o conservanti in un prodotto come quello delle Kinder brioss? Semplice, anzi no 😀 perché c’è lo hanno spiegato ma non so come spiegarvelo io se non dicendovi che, utilizzano un particolare processo di imbustatura, in ambiente protetto, grazie al quale, all’interno della merendina, viene garantita la giusta quantità di aria e umidità, per un prodotto sempre ottimo.

Voi non avete idea di cosa vi perdete ci perdiamo, per quanto le kinder brioss siano SEMPRE un ottimo prodotto, non saranno MAI uguali a quelle appena sfornate e più si va avanti con i giorni e più perde in sapore e consistenza ed è per questo che la data di scadenza, non supera i quattro mesi dalla data di produzione, cosa che io ho molto apprezzato compreso il fatto che sulle confezioni e sulle singole merendine viene apposta la data di produzione e di scadenza, per cui se volete la Brioss più buona, tenete d’occhio la data di produzione.

E tutti gli scarti che vengono prodotti nel processo di produzione? sono destinati alle industrie zootecniche, ora per carità è giusto, ma che peccatoooooo.

 

alcuni piatti

 

La nostra visita finisce, con un perfetto pranzo Lucano, in un ristobar “al rifugio” di Picerno, in cui ogni cosa che ci è stata presentata era di produzione propria, un locale che ad una prima occhiata, non pensavo potessero farci provare momenti culinari cosi paradisiaci e lì a pranzo, seduta di fianco ad alcuni dipendenti della Ferrero, ho potuto confermare quanto la Ferrero sia davvero una bella azienda, da sostenere.

Arrivo a casa a mezzanotte con una valigia piena di merendine :D, distrutta ma felice di aver fatto questa esperienza magnifica.

 

Commenti

  1. claudia dice:

    affascinata dal tuo racconto, dalla tua voglia di capire, guardare e conoscere, mi hai fatto vivere 5 minuti di serentità estrema, pensando a quando io farò gite così importanti con mio figlio, che ora a solo 9 mesi :-), ma soprattutto mi hai trasmesso la tua vera passione, la passione di una MAMMA, CUOCA,FOODBLOGGER,E DONNA…alcune di queste caratteristiche le sento appartenermi 🙂 complimenti!!!

  2. avevo immaginato che c’era qualcosa di magico ,anzi, naturale nelle merendine ferrero e sei stata fortunatissima ad avere la possibilità di andarci complimenti a te e a la ferrero
    chi meglio di te poteva rappresentare una giornata cosi
    un bacio alla truppa ale …
    fammi sapere quando si allarghera’ la truppa
    tvbbbbbbbbb

  3. UN resoconco perfetto che mi fa invidiare bonariamente ancora di più la tua visita…adoro questi prodotti!
    Un bacione!

Parla alla tua mente

*