Dieta: come affrontare sgarri, cedimenti e tentazioni

 Tentazioni alimentari

Anche quando abbiamo un solido piano di azione e la più forte motivazione, a tutti capita di cedere ad una tentazione. Mangiamo quello che non ci fa dimagrire, o mangiamo troppo, o portiamo alla bocca del cibo pur non essendo esattamente affamati.

Nel precedente articolo avevamo accennato alla possibilità di imparare a riconoscerci protagonisti delle nostre azioni: questo ci aiuta ad essere consapevoli e a dare il giusto nome alle sensazioni che proviamo. Ci permette inoltre di scegliere come affrontare la situazione, una volta individuato il nostro problema.

Davanti ad uno “sgarro”, spesso le persone si rammaricano con frasi del tipo:
“Ho rovinato tutto” oppure “ho fallito”.
In questi casi, ritengo, la prima cosa da fare è essere più precisi con se stessi.

Non usate affermazioni vaghe e generali come quelle sopra citate. Non minimizzate tutti gli effetti che possono avere su di voi gli eventi o le persone che vi circondano, ma non ingigantiteli nemmeno. Trovate il giusto equilibrio.

Dopo aver sgarrato, fate a voi stessi delle osservazioni costruttive, del tipo “la prossima volta non arriverò a cena tanto affamato”, oppure “la prossima uscita con gli amici la proporrò in un ristorante diverso”.

Alcuni hanno l’abitudine di analizzare i propri sbagli con eccessiva severità, ma a questo non corrisponde automaticamente il riconoscimento delle proprie responsabilità.

Siate precisi nel riconoscere dove avreste potuto fare una scelta diversa, riproponetevi di cambiare le cose la prossima volta, riconoscetevi il merito di non essere sempre causa di fallimento: dietro ad uno sgarro ci sono sempre tanti giorni di corretta condotta, che non si cancellano in un attimo.

Questo il motivo per cui alla domanda “e ora che faccio???” rispondo sempre “niente, vai avanti come se niente fosse, prosegui la tua dieta”.
Normalmente sono sufficienti un paio di giorni o un po’ di esercizio fisico in più per cancellare gli effetti di un piccolo cedimento.
Molto più duraturi sono invece gli effetti del nostro calo di autostima.

Traete sempre vantaggio da quello che avete imparato. Una dieta porta nuovi apprendimenti già dal suo primo giorno, e se la state facendo con una certa consapevolezza, questa porterà in voi un cambiamento sia interno che esterno.
Trovate il tempo di riflettere sulle vostre azioni, in modo che quello che di positivo vi sta capitando diventi una bella abitudine.

La tensione e la scarsa energia portano spesso a fare cose che non dovremmo o vorremmo (alcuni fumano per questo, altri bevono…).
Il cibo può alleviare queste sensazioni spiacevoli, ma tensione o stanchezza non possono essere scuse: se siamo in grado di riconoscerle, questo significa solo che avremo bisogno di uno sforzo supplementare (non di cibo in più!), e di trovare alternative per alleviare il nostro disagio.

E’ importante riconoscere l’impatto di altri fattori, o l’influenza che alcune persone possono avere sul nostro comportamento alimentare o sul nostro stile di vita, ma questo non può diventare una scusa per non metterci al lavoro su noi stessi e raggiungere i nostri obiettivi.

Accettare le proprie responsabilità non significa diventare carnefici di noi stessi, ma artefici del nostro destino. Se pensate che la vostra vita sia molto difficile e che per questo stare a dieta sia un impegno in più, allora dovrete semplicemente trovare il modo di risolvere entrambe le questioni, non solo quelle che riguardano la scelta dei cibi di cui nutrirvi.

Mangiare troppo per evitare la risoluzione di altri problemi non significa volersi bene, né essere indulgenti con se stessi, ma semplicemente postergare alcune decisioni importanti.

La volontà e la motivazione sono doti che vanno allenate, e per evitare di cedere alle tentazioni si potrebbe, ad esempio, giocare d’anticipo: esercitatevi ad immaginare situazioni in cui siete più fragili, e a cercare alternative al comportamento che non intendete perseguire.

Ma più di tutto, fatevi un favore.
Sforzatevi di vedere i vantaggi che questo modo di agire e questo modello di pensiero possono portarvi. Pensate a come ne gioverete non solo in salute, ma anche in sicurezza ed autostima. I vantaggi di un cambiamento profondo non riguardano solo l’aspetto fisico o il piano alimentare, ma si ripercuotono su tutta la vostra vita.

Marcella Agnone – Psicologa Psicoterapeuta

foto: ernährung-ninalüthje.de

Commenti

  1. Ciao, complimenti per come scrivi e come spieghi le cose.
    Mi trovo d’accordo su molti punti, tranne uno: tu dici che la volontà va allenata, mentre secondo me la volontà non serve a nulla. Per troppi anni mi sono sentita criticare, quando reingrassavo dopo una dieta, come se la causa fosse la mia scarsa volontà di restare a dieta per tutta la vita… :-/
    Con affetto, comunque… 🙂
    Lala

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