Dimagrire: abbiamo sempre una scelta

dieta e sport

Il raggiungimento della nostra forma fisica sarà sempre determinato dai passi che faremo. Non importa quale sia la strada che abbiamo davanti, se sono solo pochi chili che ci separano da una soddisfazione maggiore, o se abbiamo cento chili di troppo.

Alcune scelte sono molto semplici ed evidenti: scelgo la frutta o un dolce?
Altre sono più nascoste ma ugualmente importanti: dopo il lavoro scelgo il divano o l’attività fisica?

Abbiamo accennato, in un precedente articolo, al fatto che per riuscire nei nostri progetti può essere importante avere un piano d’azione. Rispettare questo piano non sarà per tutti la stessa cosa (alcuni hanno difficoltà a formularlo, altri ad iniziarlo, altri ancora a portarlo avanti…), e ci saranno sempre delle alternative allettanti che ci porteranno a distogliere la nostra attenzione dagli obiettivi che ci siamo prefissati.

Quello di cui oggi voglio parlarvi è il fatto che che le vecchie abitudini, gli automatismi disfunzionali del nostro comportamento, sono duri a morire, ed invece il cambiamento richiede un grande investimento di energia. Questo è uno dei motivi per cui alcuni desistono, e non vogliono fare la fatica di iniziare.

Quando desideriamo essere persone più soddisfatte e avere una vita migliore, quanta responsabilità ci assumiamo per soddisfare questo desiderio?
C’è un piccola frase, forse banale, che spesso cambia le sorti del nostro comportamento: “sta a me decidere!”
Non immaginate quanto potere sia racchiuso in queste tre piccole parole.

Allora è sempre tutta colpa nostra? No.
Non confondiamo la responsabilità delle nostre azioni con il senso di colpa. Se abbiamo avuto una giornata frenetica, e non abbiamo a chi lasciare i bambini, non possiamo riassumere questa situazione nell’affermazione “oggi non voglio uscire per fare un po’ di movimento”.

Può capitare, tuttavia, che per mancanza di abitudine, per stress, o per altri motivi, non siamo abituati a considerare tutte le scelte che abbiamo a disposizione, e il potere che abbiamo di cambiarle.

Conosco persone che mi dicono “vorrei ma non posso” oppure “mi piacerebbe ma non ci riesco”. Spesso queste persone mi chiedono qual’è il segreto del successo.
A loro rispondo sempre che bisogna essere innanzitutto protagonisti delle proprie azioni.

Essere al centro dei propri progetti, anche con quella piccola frase sopra citata, significa riacquisire potere, efficacia, e riprendere in mano le redini della propria vita.

Abbiamo più volte ripetuto che spesso portiamo del cibo alla bocca per noia, per abitudine, perché abbiamo bisogno di consolarci. Il cibo produce uno straordinario effetto chimico nel nostro organismo, che ci regala sensazioni di benessere.

Bene, diventare protagonisti delle nostre scelte significa imparare a riconoscere questi momenti di scelta in cui possiamo destrutturare automatismi disfunzionali e ricostruire nuove abitudini.

Spesso la gente sottovaluta il fatto che seguire una propria passione, un hobby, fare del movimento, incontrare un amico, ascoltare musica, ed una serie infinita di altre attività, possono scatenare in noi le stesse potenti sensazioni su cui si basa la chimica del benessere associata al cibo.

Certamente all’inizio sarà faticosissimo: come dicevo, il corpo fa fatica a lasciare vecchie certezze per le nuove, e prima che ne tragga giovamento passerà un tempo in cui noi ci sentiremo mancare il terreno sotto ai piedi.

Ogni volta che iniziamo una dieta, per una serie concatenata di motivi fisiologici e psicologici, ci sentiremo deboli, nervosi, e desiderosi di ripristinare lo status precedente.

Alcuni confondono queste sensazioni con un malessere fisico ed abbandonano la dieta. Queste persone, evidentemente, non sono abbastanza motivate da protrarre questi piccoli disagi per qualche giorno e scoprire quale sia il loro messaggio per noi.
[Ci riferiamo ovviamente ad una condizione di buone condizioni di salute e corretto regime alimentare o di allenamento]

Allargare il ventaglio delle nostre possibilità significa avere la forza di fermarci nell’attimo esatto in cui stiamo per portare del cibo consolatorio alla bocca, o mentre ci stiamo dirigendo verso la cucina, e dire STOP.
Questo è “cogliere il momento”, e trovare altre scelte.

In seconda istanza, possiamo sempre riflettere su quello che stiamo provando in quel preciso momento. Ammetto che l’attività introspettiva non è semplice per tutti, e che se qualcuno è più incline a queste analisi, altri non ne saranno capaci.
In questo caso è possibile o provare ad analizzare la situazione con qualcuno a cui raccontare cosa ci sta succedendo e come ci sentiamo, o provare a rivolgerci ad un professionista, ad un terapeuta che ci insegni qualche strumento per raggiungere una consapevolezza maggiore di noi stessi.

A questo punto, possiamo fare la nostra scelta.
Potrà essere quella di continuare a mangiare o trovare un modo di affrontare noia e frustrazione, ma in entrambi i casi non sarà lo stesso che aver proceduto in modo automatico.

Allenatevi a compiere scelte che possono non essere facili, ma che alla lunga ci permetteranno di stare meglio: è così che si diventa persone più tenaci e più sicure.

Marcella Agnone – Psicologa Psicoterapeuta

foto: ilvescovado.it

Commenti

  1. Diciamo che mi effettivamente mi senti mooooooolto frustrata!!!!
    Un abbracciotto

Trackbacks

  1. […] precedente articolo avevamo accennato alla possibilità di imparare a riconoscerci protagonisti delle nostre azioni: […]

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