Dieta ed emozioni: far pace col passato, disegnare il nostro futuro

A volte il bisogno di mangiare compulsivamente, o di non saper resistere alle golosità , viene dalle nostre esperienze passate.
E’ un abitudine, e come tale è possibile modificarla, attraverso un lavoro che ci permetta di conoscere le nostre emozioni, sopratuttto quelle legate al cibo.

Nel precedente articolo abbiamo visto come le sensazioni di benessere legate alla sazietà possano agire in noi portandoci a placare immediatamente la tensione emotiva. In questo modo il cibo diventa la panacea di tutti i mali, portandoci inevitabilmente al senso di colpa e a numerosi svantaggi per la linea, talvolta anche per la salute.

E’ possibile che da bambini venivate ricompensati col cibo (errore frequente nella nostra cultura), o che abbiate imparato ad autogratificarvi in questo modo per controllare le emozioni, e per questa ragione abbiate imparato a mangiare in modo compulsivo.

Talvolta siamo spettatori di abbuffate altrui, che giustifichiamo pensando che quello sia il solo modo che quella persona ha di trarre soddisfazione, minimizzando le conseguenze, e convalidando una certa compiacenza per l’atteggiamento occidentale verso il cibo.

Se siete degli abituè della dieta, sapete bene che la prima settimana è la più difficile: quando si cambia regime alimentare, il primo a ribellarsi è proprio il nostro corpo, con la sua chimica. Una sovraesposizione agli zuccheri, infatti, provocherà un’immediato senso di disagio nel momento in cui cercheremo di riportare il loro valore nella norma.

La diminuzione drastica degli zuccheri dà dei sintomi che somigliano ad una vera e proprio crisi d’astinenza: ricerca spasmodica, senso di spossatezza, malumore, agitazione, sono tutti segnali riscontrabili nei primi giorni di dieta. Questo perché il corpo, abituato a grassi e zuccheri, reagisce come se fosse in pericolo di vita, ignorando le sue riserve e spingendoci ad immagazzinare sostanze nutritive come se vivessimo ancora nelle caverne e la fine della specie fosse imminente.

Questo meccanismo biologicamente determinato che ci ha garantito la sopravvivenza, oggi ci porta all’obesità.

Per superare il difficile gap dei primi giorni di dieta sono necessari

  • un cambiamento nel modo di pensare
  • un impegno costante

Alcune persone mollano subito, convinte che quel malessere iniziale sia un segnale di pericolo.
In realtà si tratta solo di superare la prima settimana, per qualcuno qualche giorno in più, e solo allora misurare le conseguenze del nuovo stile alimentare (ecco perché è utile farsi seguire da un professionista che sappia monitorare il nostro disagio fisico).

Dal punto di vista psicologico, nei momenti in cui vi sentite portati ad agire come se doveste soddisfare subito la vostra inquietudine, chiedetevi se in quel momento state agendo come in passato avete appreso.

I messaggi sulla gratificazione immediata, che sabòtano il vostro progetto dietetico, sono ancora validi per voi, qui ed ora, o danneggiano la vostra salute?

Provate a pensare a chi vi ha insegnato questo atteggiamento. Concretizzate persone, volti, messaggi. Ringraziate metaforicamente per le loro buone intenzioni, e lasciate andare questi insegnamenti, pensando che adesso non ne avete più bisogno. Da ora in poi sarete voi a decidere del vostro futuro, e sarete i protagonisti del vostro cambiamento.

Cambiare il modo di pensare significa

  • abbandonarsi al piacere
  • coccolarsi

Sì, avete capito bene. Addio ai sensi di colpa, ma trasformando il nostro modo di comportarci.

Considerare piacere ciò che non è proibito è la strada per nuovi apprendimenti e enormi gratificazioni. La salute sarà il centro dei nostri pensieri, e così saremo in grado di pensare ad un piacere alimentare che sia anche un piacere per la nostra vita. Ognuno troverà il suo.

Coccolarsi significa andare alla ricerca di altre soddisfazioni, e ritenersi meritevoli di concedersele. Il primo pensiero positivo è proprio quello di soffermarsi sull’idea che possiamo farcela, e che arriveremo alla fine del nostro percorso tagliando il traguardo da vincenti.

Cominciate a cercare cibi e attività che vi piacciono particolarmente: man mano che vi eserciterete nelle nuove abitudini, vedrete la pazienza e l’impegno aumentare esponenzialmente.

Marcella Agnone – Psicologa Psicoterapeuta

foto: facebook.com

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  1. […] Siamo esseri che vivono in relazione, e dalla relazione che abbiamo con gli altri dipendono molte cose. Vero è che siamo noi a scegliere cosa portare alla bocca o meno, ma è anche vero che il cibo non è solo questione di fame e nutrimento, ma riguarda anche il nostro vivere sociale e il nostro rapporto con le emozioni. […]

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