La fine della dieta e il cambiamento definitivo

Alcune persone, parlando di una perdita di peso importante, parlano di un evento di svolta che ha determinato l’inizio di una dieta. In altri casi il cambiamento segue tappe lente e graduali. L’azione senza preparazione conduce al fallimento, rendere le buone abitudini parte integrante della nostra vita è un progetto a lunghissimo termine.

I professionisti che lavorano sugli aspetti della motivazione al cambiamento, con chi vuole modificare il proprio comportamento, spesso incontrano persone che sembrano passare dalla fase della riflessione (o della pre-intezione) all’azione.

Ci sono casi in cui il cambiamento sembra improvviso e definitivo. Perché?

Esiste un livello di preparazione al cambiamento, ci sono persone che sono davvero pronte e che non devono far altro che eseguire gli ultimi metri verso la trasformazione. Questa, come abbiamo già detto, è fatta di tanti piccoli passi, che per alcuni possono essere rapidi, ma per altri molto distanziati.

Ognuno ha il suo tempo, che non trascorre mai “invano”. I motivi del successo o del fallimento di una dieta a lungo termine si legano anche alle tappe di cui vi parlo, e a come le attraversiamo.

Una persona potrebbe tornare più e più volte, nella sua vita, in una fase; giungere ad un certo peso e poi tornare a quello di prima; andare dal dietologo e non andare mai oltre i primi tre mesi di dieta; insomma, fermarsi ad un certo livello ma non andare mai fino in fondo.

• La fase del mantenimento è quella in cui l’azione diventa protagonista del cambiamento. E’ quella fase concreta in cui non solo facciamo delle cose per realizzare i nostri obiettivi e desideri, ma queste azioni diventano un’abitudine che portiamo avanti giorno dopo giorno.

Queste abitudini, dopo qualche tempo, diventano automatiche come lavarsi i denti prima di dormire: scelta dei cibi, regole alimentari, esercizi diventano il nostro “sfondo”, quello che è sempre lì presente e quasi non ce ne curiamo più ma continuiamo a seguire la nostra dieta o il nostro programma di allenamento che ormai ci appartengono.

Se all’inizio della dieta serve tanta energia per imparare cosa mangiare, in quali quantità, come fare la spesa, come integrare nuove regole alla nostra vita quotidiana (insomma, per cambiare le nostre abitudini), in questa fase tutto è automatico e non ci preoccupiamo più di pensare o riflettere. Va da sé.

Probabilmente avrete già provato la sensazione di seguire una dieta. Saprete quindi che mantenere un certo comportamento può essere molto difficile.
Quando la nostra motivazione è salda, portiamo avanti le nostre prescrizioni quasi senza dar loro importanza, con la sensazione di inserire il pilota automatico.

E’ un buon momento, che ha solo due insidie:
la prima è quella di ritenere di “essere già arrivati“, che il cambiamento sia già permanente e definitivo;
la seconda è ignorare il rischio di possibili “ricadute” (tentazioni, sbandamenti, mangiare “solo per questa volta”).

  La fase finale è quella da cui non si torna più indietro. Mai più. Sapremo di averla raggiunta quando avremo una nuova immagine di noi stessi e sentiremo dentro di noi di non potere (e non solo volere) tornare più alle vecchie abitudini. In pratica avremo trovato e fatto nostre molte strategie alternative di comportamento che si saranno sostituite a tutti quei meccanismi automatici e disfunzionali che ci portavano a ingrassare.

Molte persone tornano indietro molte volte nel loro percorso prima di raggiungerla, ed anche se è molto semplice comprenderla a livello di pensiero, non è così scontato padroneggiarla nella pratica quotidiana.

Occorre un periodo di tempo molto molto lungo prima di poter dichiarare di aver fatto propria questa fase: è necessario metabolizzare e consolidare molte nuove abitudini, ragion per cui il nostro “livello di vigilanza” dovrebbe rimanere molto alto non soltanto nella fase “dimagrante” della nostra dieta, ma soprattutto in quella in cui dobbiamo mantenere i risultati raggiunti.

Non si tratta solo di una buona pratica per il nostro organismo, che deve adattarsi ad un nuovo peso, ma anche per il nostro comportamento, che deve vestire nuovi panni in ogni senso. Crediamo che questo riguardi solo in modo in cui mangiamo, ed invece investe tutta la nostra vita, da come ci muoviamo, come ci relazioniamo agli altri, all’idea che abbiamo di noi stessi, alle emozioni che proviamo.

In questa fase, saremo consapevoli anche della profondità delle cose, ed il nostro rapporto col cibo sarà per noi molto più chiaro. Non avremo segreti con noi stessi rispetto a cosa ci induce a mangiare in un modo piuttosto che in un altro. Molte delle nostre emozioni ci saranno chiare, così come avremo un nuovo modo di comprendere la nostra vita di relazione (intra ed extra familiare).

Se nella fase precedente prevale lo stupore (“davvero sono io quello allo specchio?”, “davvero riesco a correre per tanto tempo senza morire di fatica?”, davvero questi nuovi abiti mi vestono così bene?”), in questa fase non siamo più meravigliati di quello che siamo diventati: quel che abbiamo lo sentiamo davvero nostro.

Alcuni raggiungono questa consapevolezza da soli, altri attraverso un percorso di sostegno psicologico: per svelare ai nostri occhi parti di noi stessi che non è facile individuare, soprattutto se abbiamo avuto cura di nasconderle bene, ognuno sceglie la sua strada.

Fare pace con queste parti, familiarizzare con loro fino ad integrarle nel concetto che abbiamo di noi stessi, è una tappa non scontata. Per alcune persone i problemi e i momenti di crisi, che la vita continuamente ci mette davanti, sembrano vanificare tutto il percorso compiuto fino a questo momento.

Talvolta si torna al punto di partenza, e la vera tentazione con cui fare i conti non è una torta di compleanno, ma quei momenti in cui le nostre fragilità emergono in tutta la loro chiarezza. La dieta ed il cibo spesso sono solo una metafora della nostra vita.

Avere elaborato e padroneggiato delle risorse alternative alle vecchie abitudini, interiorizzandole e facendo proprie, è l’unica arma contro le “ricadute”.

Marcella Agnone – Psicologa Psicoterapeuta

foto: targatocn.it

Commenti

  1. Ciao cara, ho visto le foto prima e dopo la dieta e sono sbalordita. Bravissima!!!
    Noi stiamo cercando non di fare una dieta in senso stretto, ma soprattutto uno stile di vita migliore. I problemi sorgono quando marito e figlio vogliono altro… così si arriva a fare anche 3 cose diverse per 4 persone… alla lunga ci si arrende.
    Un abbraccio e buon weekend
    Tiziana

  2. Sagge parole e se ce l’hai fatta ti faccio davvero i miei complimenti!

Trackbacks

  1. […] protagonisti del nostro cambiamento significa essere al centro del nostro progetto, e nello stesso tempo custodi della sua riuscita […]

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