Pici all’anitra

 

Qui in Veneto, uno dei piatti che va molto forte sono i Bigoli all’anitra, e l’idea di farci i Pici era quasi obbligata ma posso dirvi che è un esperienza da provare, buonissimi, io ho solo assaggiato perché litigavano tutti :D. Quindi di nuovo grazie a Patty ed ai suoi Pici e all’MTC. Inoltre posso dire che a forza di provare finalmente i Pici mi sono venuti decenti non troppo grossi, e visto che il tre è il numero perfetto posso affermare che sbagliando e perseverando si impara (lo so che questa non è una scoperta :D). Provateci e se volete altre idee su come fare i pici in tutte le salse fra tradizione ed innovazione, anche gluten free, andatevi a vedere questo post.

 

Ingredienti:

PER I PICI

200 gr di farina 00

100 gr di farina di semola rimacinata

2 cucchiai abbondanti di olio extra vergine

1 pizzico di sale

acqua 1 bicchiere circa, qualcosa in meno

PER IL RAGU’ DI ANITRA

500 g di macinato d’anitra (l’ho fatta preparare dal macellaio di fiducia sia carne che fegatini d’anitra)

30 g di burro

3 cucchiai di olio extravergine di oliva

2 l di brodo vegetale

½ cipolla

1 carota

1 gambo di sedano

1/2 bicchiere di vino bianco

noce moscata

1 rametto di rosmarino

1 foglia di alloro

grana grattugiato

 

Preparazione:

Pesate insieme le due farine e aiutandovi con un cucchiaio miscelatele per bene, a questo punto passatele al setaccio per un pao di volte e formate la fontana al cui centro verserete l’olio, e ai lati il pizzico di sale. Cominciate ad impastare versando lentamente l’acqua, incorporando la farina con una forchetta e poi con un raschietto (non trovavo l’altro :/).

 

 

Quando la pasta comincerà a stare insieme, cominciate ad impastare con energia utilizzando il palmo delle mani vicino ai polsi. Se necessario, aggiungete acqua o farina. Lavorate bene l’impasto evitando di sfibrarlo ma con energia per almeno 10 minuti fino ad ottenere una palla liscia e abbastanza morbida facendo riposare almeno mezz’ora avvolta nella pellicola.

Quando la pasta è pronta, tagliate un pezzetto e fate una pallina che stenderete ad uno spessore di 1 cm. Con un tagliapasta, tagliate tante striscioline larghe 1 cm e coprite il resto della pasta con la pellicola affinché non si secchi.

Cominciate a “filare” i pici, rollando la pasta con il palmo delle mani e contemporaneamente stirandola verso l’esterno fino ad ottenere la larghezza di un bucatino e infine infarinate con la semola per evitare che si attacchi.

Preparazione del ragù d’anitra:

In una pentola fate rosolare il trito di cipolla, sedano e carota con l’olio di oliva aggiungete il macinato d’anitra e fatelo colorire.

Mescolate per bene e sfumate con il vino bianco, lasciatelo evaporare e aggiustate di sale, pepe ed un pizzico di noce moscata. Aggiungete il rosmarino e infine l’alloro, coprite con il brodo e fate sobbollire finché il “ragù” non sarà pronto, aggiungendo del brodo al bisogno di tanto in tanto. Il ragù  dovrà essere abbastanza asciutto ma non secco.

Cuocete i Pici in abbondante acqua salata finché non riaffiorano e trasferiteli in un ampia padella con il ragù che avrete precedentemente stemperato con il burro, e fateli saltare aggiungendo una manciata di grana e un mestolo di acqua di cottura della pasta per mantecare bene.

Sotto vi metto una foto in cui si vede anche un pò di sughetto attaccato alla pasta 😀

 

 

 

Insomma provateli alla prossima con i pici colorati.

 

Con questo post partecipo all’MTC di questo mese

 

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Commenti

  1. Da buona veneta nn posso che adorare questo meraviglioso piatto

  2. Il piatto sta praticamente uscendo dallo schermo e si sta appoggiando sul mio tavolo. sono le 8 di mattina ma penso che potrei affondarci la forchetta senza problemi…..che SPETTACOLO!!!
    Bravissima!

  3. Ale, dovevi fare come ho fatto io: ho messo tutte le mani di casa a rollarli! Si son divertiti e hanno mangiato più volentieri del solito!

  4. I pici mi fanno impazzire ma non ho mai provato a farli da sola, e il tuo abbinamento e la tua foto…sono da urlo!!! Verrei in Veneto per assaggiarli!!

  5. E allora dillo, che in questa tornata ci vuoi stendere!!!!
    un altro incontro goloso, fra il Veneto e la Toscana e questa volta le differenze si giocano proprio sul filo di lana, visto che i Pici alla Nana (anatra, appunto) sono il piatto della festa, nel Senese. Sarebbe interessante vedere in che cosa differiscono i due condimenti : su due piedi e tirando proprio ad indovinare, azzarderei il vino, che da voi è bianco e in toscana potrebbe esser rosso: ma credo che per il resto sia sostanzialmente lo stesso. In ogni caso, un altro gran piatto, con una foto che gli rende giustizia (e mi suggerisce di passar qui dopo cena, la prossima volta)
    Ale, sei bravissima e in questa tornata stai davvero dando il meglio di te. I pici son nelle tue corde- e si vede…Complimenti davvero!

    • Mammapapera dice:

      cosi mi fai piangere, non credo di aver fatto nulla di cosi particolare, un semplice piatto che facciamo spesso (non con i pici ovvio) adoro l’tmc è veramente la mia scuola di cucina

  6. Credo che questa sfida verrà ricordata a lungo. E non perché si parla di pici che sono lunghi di per se. Ma perché ogni giorno che passa mi imbatto in incredibili prove, come questa tua che mi fa diventare gli occhi lucidi. Questo piatto è una poesia per gli occhi e per il palato. Bigoli, pici, che problema c’è. Come dice Alessandra, la Nana da noi con i pici fa faville. La sola differenza sta nella preparazione, in quanto l’anatra si cuoce quasi intera, con i suoi fegatini, e solo dopo la cottura viene completamente scarnificata e sminuzzata al coltello e fatta ancora cuocere nel sughetto. Ma ti posso giurare che guardare il tuo piatto ed avere immediatamente desiderio di afferrare quella forchetta, è stato un attimo.
    Grandissima Alessandra, grazie per questa ode al picio! Pat

  7. ma le foto??? mi sembra di averlo qui il piatto.. davvero belle, e poi magari averlo qui me lo papperei proprio volentieri!! davvero un’ottimo sughetto!!!

  8. Io ADORO l’anitra… e non dico altro!!!!
    Anzi sì: me ne mandi un piatto??? :-p

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